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12/12/2017

Il finalista Alessandro Cerutti racconta la "sua" Esperienze in Giallo

Abbiamo chiesto ai quattro finalisti della XX edizione del concorso Esperienze in Giallo di raccontarci il "loro" premio. Ecco cosa ci ha detto Alessandro Cerutti, autore del testo finalista "L'anello mancante" 

 

Sto guidando. Squilla il telefono, sono sull'altra macchina, quella che non ha il Bluetooth. Prendo il telefono e lo passo a mia moglie, che è seduta dietro con mia figlia.
"Pronto. Buongiorno, come dice? Si capisce poco, può ripetere per favore. Sì, sono sua moglie. Come? Un attimo. Ale - mi dice - ti stanno chiamando da Savigliano, ma non si capisce bene, perché la linea è disturbata, dicono che sei in finale ad un premio letterario". Rifletto un attimo, Savigliano non mi dice granché. Accosto e prendo il telefono: "Pronto, buongiorno. Sono Alessandro Cerutti".
"Buongiorno, sono Enrico, da Fossano".
Quando sento 'Fossano' e non 'Savigliano' mi illumino.
La voce continua: "Sono lieto di annunciare che lei è in finale al concorso Esperienze in giallo di Fossano. Verrà alla premiazione?"
"Certo non mancherò, mi dica tutto".
Non appena interrompo la comunicazione vado a visitare il sito: partecipando a molti concorsi letterari ogni tanto si fa un po' confusione. Leggo a voce alta i nomi dei giurati. Il cuore mi scoppia nel petto. Li rileggo. Ma sono proprio loro? Leggeranno il mio racconto? Quando uno scrittore alle prime armi, come me, invia un racconto ad un concorso, affida una parte dei propri sogni a chi lo leggerà. Navigo qualche minuto e rinfresco la memoria: il premio letterario è un evento unico, una location splendida, un concorso prestigioso.  Manca più di un mese ma ci stiamo già preparando. Appena sente la notizia la mia bimba di 4 anni dice: "Ma io non ho un vestito da sera!"
Ridiamo.
Immediatamente, dato che dovevamo già comprare dei vestiti invernali per lei, la prima cosa facciamo è recarci in un negozio di abbigliamento per bimbi. Lei sceglie un bellissimo abito da sera, rigorosamente rosa. Io e mia moglie decidiamo come vestirci.
Una settimana prima dell’evento, la mia piccolina ci dice: "Mamma, papà, andate voi. Io vado a fare il pigiama party dalla nonna. E' una cosa da grandi la premiazione!"
"E il vestito nuovo?"
"Lo metto per fare festa da nonna".
E' il giorno della premiazione e sono in finale, non sono ancora vincitore ma, dato il prestigio del premio, è già un ottimo traguardo. Partiamo da casa carichi di speranza e, nonostante non abitiamo lontano, decidiamo di accettare l'invito a dormire nella splendida location offerta dagli organizzatori. Da quando arriviamo a Fossano a quando partiamo è un susseguirsi di emozioni forti. Non ci siamo mai stati e la cittadina è splendida. La location della premiazione ci lascia a bocca aperta. Inizia la premiazione. Leggono i racconti.
"Sarà il mio? No, non ancora". Il mio arriva per ultimo. Viene letto in maniera splendida, emozionante. L'incipit è la storia di un uomo che morirà, senza poter più vedere la donna che ama. Mi commuovo nel sentirlo interpretato con così tanto trasporto. Mi volto verso mia moglie e le sorrido, ringraziandola con lo sguardo per essere sempre al mio fianco. Salgo sul palco per ricevere il segnalibro d'argento. Farfuglio qualcosa di risposta alle domande, perché l'emozione è davvero grande. Su quel palco si sono susseguiti scrittori emergenti e scrittori famosi. Alcuni degli autori che hanno partecipato al premio, hanno raggiunto l'obiettivo che vorrei raggiungere anche io: fare lo scrittore. Sì, è vero, ho già pubblicato due romanzi, ma fare lo scrittore di mestiere è un'altra cosa. Poi annunciano il vincitore. Il cuore batte forte. Stringo la mano di mia moglie. Non sono io. Pazienza. Qualche giorno dopo, leggendo il racconto vincitore, capisco il perché di questa scelta. E' davvero molto bello, intrigante, scritto bene. Poi la cena in compagnia degli altri finalisti, una piacevolissima sorpresa: sono delle persone molto simpatiche. Non finirei mai di ringraziare gli organizzatori per la loro precisione, cortesia e competenza. Sbircio da lontano ancora una volta il tavolo degli scrittori. Vedere di persona chi ha suscitato in me emozioni, leggendo le loro opere e guardando in televisione le loro produzioni, mi convince sempre più che quella è la via che voglio percorrere.
Penso che se potessi cambiare la denominazione del concorso non lo chiamerei "Esperienze in giallo", ma "Emozioni all'infinito". Grazie. 

 

Chi è Alessandro Cerutti. Alessandro Cerutti nasce nel 1970. Laureato in Teologia, insegna presso alcuni istituti superiori di Torino, tra cui il carcere "Lorusso e Cotugno"e lo "Juventus college". Nel 2014 pubblica, presso Riccadonna Editori, il suo romanzo d'esordio dal titolo: "L'incantesimo e la spada", che vanta due ristampe. Da questo romanzo, trae lo spettacolo teatrale  "Fra magia e arte", e lo porta in scena insieme ad alcuni artisti del panorama torinese (https://framagiaearte.weebly.com). Nel maggio 2017 pubblica, insieme ai suoi alunni del liceo, una raccolta di racconti sul tema della disabilità dal titolo: "Volare liberi", ed. Riccadonna. Partecipa a diversi contest letterari ottenendo buoni risultati. Nello specifico ha vinto il concorso "La penna in tasca 2016", del comune di Candiolo (To);  si è classificato secondo a concorsi "Ciak si scrive 2016" del comune di Dresano (Mi) e al premio letterario nazionale "Caro Fabrizio ti scrivo 2017", indetto dall'associazione "Cercando Fabrizio". Il racconto "Voglio volare", viene premiato con la pubblicazione al premio letterario "Themis", indetto dalla città di Bronte (Ct). Nell'ottobre del 2017, con il racconto "L'anello mancante", vince il Segnalibro d'argento alla XX edizione del prestigioso premio letterario "Esperienze in giallo", di Fossano. Il racconto è pubblicato nel volume "Giallo al cubo", insieme agli altri racconti finalisti. 
Da dicembre 2017 è disponibile nelle librerie del Piemonte  e su IBS il secondo romanzo: "L'ordine del Mandylion", sempre con Riccadonna Editori.

Altre notizie su www.alessandrocerutti.weebly.com e su www.facebook.com/alessandro.cerutti.391

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